In queste ore vengono segnalate nuove ondate di attacchi di cyber criminali che cercano di “prendere in ostaggio” i PC per costringervi a pagare da 600 a 800 € di riscatto per “liberarlo”.
I ransomware criptano i file contenuti in un PC in modo così efficace che si riescono a recuperare solo pagando e sperando che i cyber criminali inviino la chiave crittografica.
Al momento i principali attacchi avvengono per email.
Nei mesi scorsi i criminali si fingevano spedizionieri, banche, poste. Ora ci riprovano fingendo di essere vere, ma ignare, aziende che inviano email di conferme di ordine o di rimborsi per ordini annullati.
L’obbiettivo è quello di indurvi ad aprire l’allegato che contiene un file, questa volta usano un .CAB, che installa automaticamente un ransomeware e cripta tutto l’hard disk. Le versioni più sofisticate possono addirittura diffondersi nella rete aziendale attaccando gli altri PC.
Come ridurre il rischio
La Polizia Postale, già allertata, consiglia di adottare alcuni comportamenti per ridurre il rischio di diventare vittime dei ransomware:
1) fate periodici back up di file e dati per voi importanti e conservateli su supporti non collegati alla rete aziendale
2) tenete aggiornati tutti i software presenti sul computer, in particolare sistemi operativi, browser e plug-in installati
3) esaminate bene la email prima di aprirne un allegato. Nel dubbio chiamate il mittente o cancellatela
(attenzione, alcuni antivirus non individuano i ransomware più recenti)
4) evitate i download di applicazioni non strettamente necessarie al vostro lavoro
5) evitate navigazioni su siti non indispensabili alle vostre attività
6) Fate attenzione alla comparsa delle finestre UAC in Windows ed alle autorizzazioni concesse ai file eseguibili.
Se non si fosse sicuri dell’identità e della legittimità del file che si è in procinto di eseguire, premere sempre il pulsante “No”);
7) tenete aggiornato l’antivirus
8) Gli utenti Windows (fino a W7) possono effettuare una scansione del computer con Microsoft Safety Scanner
La seguente immagine raffigura un esempio di email truffaldina
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